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Mia moglie, impetuosa, sa come rompere la routine d’ufficio


17 Ottobre 2019 Articoli Blog


Mia moglie impetuosa sa come rompere la routine d'ufficio

Mia moglie lavora nell’amministrazione di un’azienda all’ingrosso, per questo normalmente va al lavoro vestita casual, ma un giorno mi capitò di leggere una fantasia in cui una coppia andava a scopare nell’ufficio. Devo dire che mia moglie è una gran fica quando si tira, mette gonne corte e tailleur che esaltano la sua sexytudine, le sue cosce ben tornite, insomma fa la sua eccellente figura.

Da lì iniziai a fantasticare, fino a che una sera mi raccontò che per tutta una serie di eventi il giorno dopo, al pomeriggio, sarebbe rimasta sola al lavoro, fra ferie e trasferte. Da lì a proporle di vestirsi in maniera elegante il giorno dopo, così sarei passato a trovarla, il passo fu breve.

La mattina ci mandammo vari messaggini sexy, poi dopo pranzo uscii dal lavoro e mi recai da lei, stava consegnando il materiale ad un cliente, aspettai e intanto me la rimiravo. Indossava un tailleur che malgrado fosse adatto ad un posto di lavoro, si presentava sexy addosso a lei, la gonna stretta si fermava sopra al ginocchio, la giacca aperta mostrava una camicetta da cui spuntava un malizioso balconcino.

Infine il cliente se ne andò e rimanemmo soli, iniziai a baciarla, lei rispose con passione, la fantasia si stava avverando, la novità di farlo in quel posto, la trasgressione, tutto contribuiva all’eccitazione.

E se arriva qualcuno?”, mi mormorò all’orecchio. “Potrebbe essere pure meglio…”, risposi ridendo.

La lasciai vestita perché averla così, vestita da segretaria di classe, ma donna sensuale, mi eccitava da matti, la feci sedere sulla poltrona, le aprii le gambe godendomi la vista delle sue autoreggenti, scostai gli slip e iniziai a leccarla in preda ad una eccitazione a mille.

Toccandola e leccandola la feci venire con molti tremiti, poi misi a sedere io al suo posto, lei si mise di fronte in piedi a me. Si inginocchiò e mi aprì i pantaloni, prese in mano il mio pene iniziando a masturbarmi, dovete sapere che è una vera artista, sa quando fermarsi e accelerare, può far durare un uomo un sacco di tempo portandolo al limite e poi lasciandolo lì. Me lo fece venire durissimo, poi, altra pratica in cui è una vera maestra, si accostò con la bocca e cominciò a succhiarmelo e leccare tutta l’asta, io ero fuori di me e le dicevo di tutto,

Sei la migliore, una moglie succhiacazzi che può fare impazzire qualunque uomo”, e cose del genere.

Fu in quel momento che mi accorsi di una figura che ci fissava come ipnotizzato sulla soglia della porta dell’ufficio, mia moglie gli dava la schiena e non se ne accorse, io ebbi un momento di smarrimento, poi mentre lei si alzava e abbassava sul mio pene riconobbi il ragazzo di un corriere in lui, gli feci segno di fare silenzio. Presi una sciarpa che avevo appoggiato sulla scrivania di mia moglie e la bendai, un gioco che ogni tanto facevamo, feci un segno al ragazzo di avvicinarsi e continuai a parlare a mia moglie. Il giovane si avvicinò a me con il membro fuori, lo avvicinai a lei bendata dicendole che era il mio,

Dai amore, succhiamelo ancora, fammi godere, ti prego”.

Mia moglie lo afferrò con la mano alla base e lo prese in bocca, lo masturbava e lo succhiava contemporaneamente, il ragazzo faceva fatica a stare in silenzio e parlavo io, mentre avendo le mani libere filmavo mia moglie che per la prima volta da quando eravamo sposati si divertiva con un altro uomo, pure se a sua insaputa. Quando il ragazzo arrivò al limite si allontanò oltre la porta per non farsi vedere, ma in modo tale da potersi masturbare mentre ci guardava.

Mia moglie si tolse la sciarpa, si alzò la gonna stretta e si mise a cavalcioni sopra di me, era come essere tornati indietro di anni, mi parlava come una volta. Una volta il trash talking ci divertiva, mentre mi scopava iniziò a dirmi:

“Sono la tua puttana?”,

“Sì, risposi io, sei la mia bagascia”,

“E tu sei il mio cliente?” aggiunse,

“Sì, sei la mia baldracca, io sono il tuo magnaccia che ti provo prima di portarti dai clienti”.

Veniamo in maniera pazzesca.

Ci ricomponiamo, del ragazzo nessuna traccia. Appena risistemati suonano, lei dà il tiro ed entra proprio lui, doveva fare un ritiro. Ci guardiamo sorridendo mentre lei gli fa firmare i documenti e consegna il materiale,

“Grazie, complimenti, oggi sta benissimo vestita così”, le dice mentre saluta.

Uscendo mi passa a fianco e sento che mi mette qualcosa in tasca, più tardi ci guardai, era il suo numero di telefono, ma questa è un’altra storia.



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