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“La vergine anale”, storia di sesso e ricatto


10 Giugno 2020


"La vergine anale" storia di sesso e ricatto

24 Maggio Bologna. Ciao tutti, io sono Teo (Matteo) e voglio raccontarvi una storia frutto della mia fantasia, spero possiate rivivere le stesse sensazioni che sto provando io nello scriverla. Sono un ragazzo bolognese, ho 24 anni e lavoro per una nota catena di abbigliamento, anche noi, come tanti, abbiamo riaperto solo da poco per via del lockdown e come la maggior parte dei negozi siamo stati presi d’assalto con lunghe code fuori dal negozio.

Lavoro nel centro della mia città, sotto i portici, a pochi passi da Piazza Grande. Come tutte le attività anche noi abbiamo adottato delle misure di sicurezza per prevenire ed evitare il contagio. Si entra massimo 2 alla volta, dotati di mascherina, mettiamo a disposizione i guanti per i clienti e abbiamo provvisoriamente riservato l’accesso ai bagni solo ai casi di estrema urgenza, per evitare la diffusione del virus.

Fatta questa premessa, iniziamo:

Sono le 15.00, tra due ore il mio turno sarà terminato e finalmente potrò levarmi questa mascherina. Mentre sono intento ad esporre una nuova collezione di T-shirt arrivate in stock questa mattina, mi cade l’occhio su una coppia che gironzola a vuoto, su di lei in realtà: capelli sulle spalle, castani e lisci, occhi grandi e verdi e un fisico niente male, valorizzato al massimo dai jeans chiari a vita alta che disegnano un bellissimo sedere e da una maglietta color carne, attillatissima dentro i jeans, indossata palesemente senza reggiseno e che non riesce minimamente a nascondere i capezzoli e l’alone dell’aureola tutto intorno, una seconda abbondante bella soda e piena.

La ragazza sembra timida e il fidanzato si accorge che sia io che qualche collega abbiamo posato gli occhi, più di qualche volta, sul seno della sua ragazza, che avrà circa 20 anni. Lui è vistosamente in imbarazzo e cerca di coprire la visuale a chiunque si trovi in direzione, lo sento parlare con lei:

“Ma scusa non ti sei accorta che ti si vede tutto sotto? Ti stanno guardando tutti!”
Lei arrossisce: “In realtà no amore, ho lasciato la giacca in auto per via del caldo, non mi sono accorta di nulla, ma si vede così tanto? Oddio che imbarazzo!”

La vedo ogni tanto coprirsi con le mani, ma sembra fare l’effetto contrario, così i capezzoli si irrigidiscono e risulta ancora più facile osservarli.

Lui: “Fra, andiamo in bagno e poi usciamo, non voglio che tutti ti guardino.”

Lei annuisce e si avvicinano a me.

Lui: “Ciao, puoi indicarmi dove è il bagno?”
Io: Guarda il bagno è chiuso per via del Covid-19, non riusciremmo a sanificarlo ad ogni utilizzo.”
Lui: “Ti prego, ho veramente urgenza, sto scoppiando, se vuoi lo santifico io, non è un problema.”

Ritenendo la sua richiesta “urgente” gli mostro le chiavi dalla mia tasca e gli indico la strada.

Io: “Vieni pure, ti apro la porta.”

Il nostro bagno ha una porta chiusa, ma comunicante, con il piccolo magazzino in cui lasciamo i capi resi da ripiegare e mettere in vendita, quindi una volta indicata la strada, apro la porta, esco e faccio il giro per andare a prendere la merce resa da rimettere a scaffale. Nel prendere i capi della sezione uomo che mi servivano, sento la voce oltre la porta dei due ragazzi, l’occasione fa l’uomo ladro e mi metto ad origliare.

Lui: “Comunque tu sei pazza ad uscire senza reggiseno, capisco il caldo ma cavoli non vedi che sembri nuda?”
Lei: “Ho capito, non mi sembrava si vedesse così tanto, poi tu sei fissato, pensi che siano tutti lì a guardare me.”
Lui: “Ma stai scherzando? Non hai visto come ti guardavano i commessi? Con questa maglia sembri un TROIA!”- alza la voce lui.
Lei ribatte subito: “Troia io? Ma se esco di casa solo con te, fossi troia andrei in giro così tutti i giorni e sai che gli spasimanti non mi mancano, tu sei troppo geloso perché insicuro!”
Lui: “Ahaha, insicuro io? Guarda che ho la fila dietro la porta, ragazze che mi porterebbero rispetto, tu vuoi fare la troia? Allora falla, tieni!”
Lei: “Ma sei scemo? Tira dentro quel coso dai, andiamo a casa!”

Capisco che lui ha tirato fuori il pene e che la sta invitando a succhiare. Così provo ad avvicinare l’occhio al foro della porta, ma non riesco a vedere nulla.

Lui; “Non andiamo da nessuna parte, alza la maglietta e vieni a succhiarlo, visto che fai la furba, ti tratto per quello che sei.”
Lei: “Smettila Luca, non sono una troia e non ho intenzioni di spompinarti qui dentro!”

Sento fare qualche passo e poi…

Lei: “No, no, no Luca ho detto no… non mi costringere!”

Pian piano sento la voce farsi sempre meno restia e forse per rassegnazione, cominciare ciò che lui desiderava.

Lui: “Le troie fanno pompini in bagno, guarda come ti piace il cazzo, ed io sarei insicuro? Io sarei geloso? Tu hai bisogno di me e del mio cazzo, altro che!”

Io sono molto eccitato, ma devo mantenere la mia compostezza, non posso permettere che qualcuno mi veda intento ad origliare una coppia di ragazzi o peggio ancora a masturbarmi mentre li ascolto. Mi balenano in testa diverse idee, quasi tutte con lo stesso epilogo, farla pagare a quel coglione che inspiegabilmente sta con una ragazza così bella e fine.

Ragiono d’impulso, prendo le chiavi ed apro la porta comunicante all’improvviso, i due ragazzi non sono nella toilette ma nell’antibagno, una volta aperta, mi ritrovo davanti i due visibilmente spaventati che cercano di ricomporsi.

Io: “Che cazzo succede qui? State scopando nel bagno?”

La ragazza prova a balbettare qualcosa ma nulla…

Lui: “Che cazzo fai brutto coglione, apri la porta senza bussare? Io ti spacco la faccia!”
Io: “Calmo bello, non sei in bagno, non sono costretto a bussare, le tue porcate le fai in bagno a casa tua, non qui, inoltre visto che fai il furbo chiamo i Carabinieri, così vi beccate una bella denuncia, ok?”
Lei: “No, no, ti prego, abbiamo sbagliato, lascia stare, andiamo via.”

Mentre parla non posso fare a meno di guardare i capezzoli che puntano sotto la maglia.

Io: “Hai ragione, denuncio solo lui se non chiede scusa immediatamente.”
Lei si gira verso di lui: “Dai chiedi scusa, muoviti!”
Lui: “Io non chiedo scusa a nessuno, specie a questo coglione!”
Io: “Ok tranquillo, provvedo subito a chiamare i Carabinieri così lo spieghi a loro.”
Lei: “No ti prego, ti chiedo scusa io, abbiamo sbagliato, faccio qualsiasi cosa ma non denunciarci.”

Qualsiasi cosa , qualsiasi cosa, qualsiasi cosa… questa frase comincia a rimbombare nella mia testa, mi vengono tutte le idee più “porche” del mondo.

Io: “Ok, allora spogliati.”

Lui fa per avvicinarsi a me per alzare le mani: “Figlio di puttana!!”

Io: “Se mi tocchi è peggio, posso diventare più cattivo.”

Mentre lui inveisce contro di me la sua ragazza prova a fermarlo e a farlo ragionare ma continua ad insultarmi.

Io: “Ok, ora ti spogli e rimani nuda davanti a me mentre mi masturbo, mentre lui guarda e se continua andiamo avanti, sempre meglio.”

Il ragazzo sembra aver capito, mi guarda con fare rabbioso ma è inerme.

Lei: “Ok, io mi spoglio ma tu devi stare fermo, nessuno tocca nulla ok?”
Io: “Va bene, se lui sta fermo io sto fermo e tutto finirà presto, se sento ancora una parolaccia o un insulto, le regole del gioco cambiano.”

Lei comincia sfilandosi la maglia, facendo così sobbalzare le sue tette fuori, sono bellissime, tonde, chiare e sode con dei capezzoli molto grandi.

Io: “Che belle tette che hai Francesca, veramente belle, sode, non posso toccarti ma te le leccherei tutte da cima a fondo.”

Lei si imbarazza tantissimo, diventa viola e guarda lui, come ad invitarlo a stare calmo. Il respiro di lui comincia a farsi affannoso dalla rabbia vorrebbe spaccarmi la faccia, ma la condizione in cui si trova non gli permette di muovere un dito.

Io: “Ok , Francesca, vai avanti, sfila quei jeans, ma mentre lo fai vorrei ti girassi di spalle, da appena ti ho visto entrare in negozio ho notato, dopo le tette in bella mostra, il tuo bel culo sodo, voglio vedere che mutandine indossi.”

Lei diventa sempre più rossa, è strano fare uno spogliarello davanti ad uno sconosciuto, tuttavia i complimenti sembrano lusingarla. Si toglie le scarpe e le calze, si gira con disinvoltura mostrando le spalle sia a me che al mio dirimpettaio, slaccia lentamente i primi due bottoni dei jeans e lentamente, ancheggiando, comincia a togliere i jeans.

Rimango sorpreso nel vedere che le sue mutandine in realtà sono un perizomino di pizzo bianco, molto molto sottile, si gira lentamente e la parte anteriore è completamente trasparente, dal quale si intravede una vulva ben depilata, quasi completamente rasata se non per una strisciolina centrale di peluria.

Io: “Ammazza che culo, hai già praticato del sesso anale immagino, questo è proprio da mangiare!”

Alla domanda lei fa cenno di no.

Io: “Non ti hanno mai fatto il culo? Ma stai scherzando?”
Lei: “No, non voglio, e poi lui è stato ed è il mio unico ragazzo.”
Io: “Non ti credo, un panettone così invitante e nessuno che lo mangia? Dammi la dimostrazione, mentre ti sfili le mutande girati di spalle e piegati bene, voglio vedere il buco.”

Lei si gira e mi accontenta, chinandosi in una maniera oscena, quasi da pornostar navigata. Intanto mi massaggio il pacco, lo sento bello in tiro, tra poco mi esplode.

Io: “Mamma mia, che buchetto, sembri proprio a tua agio nel farti guardare, pensavo fossi pudica ma in realtà sei una bomba sexy, una bella troietta.”

Lo tiro fuori per segarmi abbassandomi pantaloni e boxer, a lei cade l’occhio sul mio pene, gonfio e grande come non lo è mai stato, strabuzza gli occhi, credo, a giudicare dal suo sguardo, essere molto più grande di quel del suo ragazzo. Lui colpito dalle mie parole e dal suo atteggiamento ribatte:

“Sei una Troia, lo avevo detto che ti piaceva, ti fai guardare da questo coglione nuda!”

Perfetto, è caduto nella mia trappola pensai.

Io: “Avevo detto niente parolacce e offese, il gioco continua, ora posso toccarti.”

Lei si gira verso di lui:

“Ma sei stupido? Lo hai capito che lo fa apposta? Riesci a tenere quella cazzo di bocca chiusa?”

Ancora con il membro nella mia mano sinistra mi avvicino a lei, comincio a baciarle il collo, ma la sento ancora un pochino rigida, pian piano passo alla spalla e poi giù fino alle tanto desiderate tette, passo con delicatezza dal baciarle il capezzolo a leccarle piano tutto intorno, prima la destra e poi la sinistra alternandole per 5 minuti circa, il mio cazzo sfrega sul suo basso ventre mentre con la mano destra comincio a tastarle il culo bello sodo.

La sento sciogliersi, sento i suoi battiti accelerare sempre di più e il respiro infrangersi sulla mia testa sempre più affannoso.

Con la mano destra ripercorro il fianco e mi avvicino alla sua figa, sento umido, due dita scivolano facilmente dentro e sento Francesca lasciarsi andare ad un gridolino soffocato di liberazione. Non voleva che si percepisse la sua eccitazione, ma da dietro Lui:

“Puttana, io me ne vado!”

Senza neanche girarmi e con tono sarcastico alzando il volume dico:

“Se ti muovi da lì chiamo i Carabinieri subito, in più hai offeso nuovamente, quindi ora, visto che hai offeso la tua dolce metà apostrofandola come puttana, può fare ciò che vuole anche lei.”

Avvicino la bocca al suo orecchio mentre con le due dita della mano destra continuo a masturbarla e le sussurro:

“Ora puoi vendicarti, puoi avere ciò che vuoi, ti ha chiamato puttana e non credo sia corretto.”

Libero entrambe le mani e le faccio scorrere lungo i suoi fianchi fino ad arrivare alle spalle, mi aggrappo alle scapole e faccio una leggera pressione verso il basso, lei capisce al volo cosa voglio, la vedo chinarsi lentamente come ipnotizzata da qualcosa.

Una volta arrivata ad altezza pube le accosto il membro alla bocca, che lei prontamente apre, raccolgo i suoi capelli in una coda che punta in alto, e li tengo raccolti con la mia mano sinistra, questo mi permette di darle il ritmo di quello che si sta rivelando uno dei migliori pompini mai ricevuti.

Con la mano destra inizio ad accarezzarle le guance, per poi fermami a trattenerle la mandibola, sotto il tessuto molle della stessa sento scorrere la saliva, la scopo in bocca sempre più forte e a lei non sembra dispiacere.

Io: “Mamma mia Fra, è il più bel pompino che ho mai ricevuto, ha un viso così dolce, così da brava ragazza timida che non avrei mai immaginato avessi certe doti.”

Galvanizzata da quelle parole, la vedo portare gli occhi verso l’alto a cercare le mie smorfie di eccitazione, ora per riprendere un pochino fiato, inizia a lavorare di lingua, leccando prima i testicoli e poi tutto intorno l’asta, due rivoli di saliva le colano dalla bocca fino ad appoggiarsi sui seni nudi.

L’eccitazione è troppa da parte di entrambi, mentre lui è girato di spalle per non guardare. Maneggia con il mio pene per qualche minuto ancora prima di alzarsi all’improvviso.

Penso “Ok, è finita… almeno poteva farmi venire però.” Porto le mano destra sul mio pisello come a masturbarmi, ma lei senza proferire parola, me la scaccia via. Si avvicina, mi avvolge con le braccia il collo e facendo pressione con gli avambracci sulle mie spalle alza le gambe cingendomi con le stesse in vita, ho capito ciò che vuole.

Io: “Ah ho capito, vuoi scopare, sei affamata, vuoi che lo metta dentro?”
Lei: “Shhh, non parlare prima che ci ripensi, sto colando da sotto, pensaci tu.”

Non posso credere alla sue parole, improvvisamente mi sembra di aver a che fare con una ninfomane, dove era finita la brava ragazza acqua e sapone?

Con le mani mi aggrappo alle sue natiche, e senza temporeggiare troppo la penetro in figa, la vedo sgranare gli occhi al primo impatto, ma abituarsi subito dopo, con movimenti ben marcati comincio a dare il ritmo della nostra scopata, lei inizia a gemere, sempre più forte, quasi a volersi far sentire da lui che ora, se pur di sfuggita, ogni tanto un’occhiata la butta.

Lei si aggrappa ancora più su con le gambe, per sentire ancora meglio il mio cazzone duro entrare e uscire da quella calda patata, ormai sta palesemente urlando, e per far sì che non ci scoprano le premo la testa sulla mia spalla, spingendola con la mano, così facendo le mi addenta la spalla destra per trattenere il suono del suo piacere.

Con la mano destra torno dietro lei, ma visto che sento il suo orgasmo vicino, decido di accelerare il processo, con il mio dito medio comincio a giocare con il suo ano, avvicinandomi piano ad infilarlo dentro dentro… la sento scoppiare, tanto da sollevarsi e squirtare dalla figa una quantità di liquido impressionante che letteralmente mi lava tutte le gambe, torna ad abbassarsi e ad accogliere il mio memore dentro, altri quattro colpi e si risolleva, altra squirtata con urlo liberatorio.

Si lascia scivolare la testa dietro e dice:

“Non so cosa sia, ma non lo avevo mai provato, il tuo cazzo è magico, sono sfinita.”
Ed io: “Eh no bella, io devo ancora finire, tu ti sei liberata, ma ora tocca a me.”
Lei: “Ma io non c’è la faccio più, ho la patata in fiamme!”

La faccio scendere e le faccio appoggiare le mani contro il muro, inarca il sedere indietro e con fare sorpreso mi chiede:

“Cosa vuoi fare? Mica il culo eh, lì sono ancora vergine!”
Io: “Lo so, ma sei hai la figa in fiamme, dovrò adattarmi, tuttavia vedo che ti sei già messa in posa, quindi so che lo vuoi… ed io ti accontento lo sai.”

Mi posiziono dietro di lei, le allargo le natiche e faccio cadere un pochino della mia saliva sul suo ano, delicatamente con l’indice della mano destra comincio ad allargare il buchino, entro ed esco finché non la sento rilassarsi, con la mano sinistra gioco con il clitoride, voglio che goda e che rilassi i muscoli il più possibile.

Dopo 4 minuti di doppia masturbazione, decido per l’upgrade, allargo le natiche e comincio lentamente ad appoggiare la cappella sul suo buchino, a livello ottico mi dico… non entrerà mai, spingo pian piano la cappella che dilatando l’ano comincia a farsi spazio, la sento stringere e anche lei sente qualche dolorino.

Lei: “Mi stai uccideeeendo con quella proboscide, vai piano, il culo non lo ho mai dato a nessuno!”

Anche qui voleva che lui sentisse, di fatti si gira e non crede ai suoi occhi, la sua tipa si sta facendo inculare da uno sconosciuto.
A poco a poco il cazzo entra tutto, lo lascio dentro per qualche secondo affinché lei si abitui, dopodiché mi aggrappo con le mani alle sue tette, e comincio a sbatterla da subito piano poi sempre più forte, la sento godere di nuovo, è molto eccitata , ed anche io lo sono.

Comincia con la sua mano sinistra a masturbarsi la figa, se la tocca, si penetra e si sfrega , si dimena come un’assatanata di sesso fino a venire nuovamente , la squirtata questa volta è meno potente, ma crea comunque un’altra piccola pozza a terra.
Pochi minuti dopo sono al culmine nella mia eccitazione.

Io: “Sto per venire bella, dove la vuoi?”

Lei si stacca subito, si gira e si posiziona in ginocchio:

“Vienimi in faccia, voglio che questo ricordo mi rimanga ben impresso.”

A quelle parole comincio a buttar fuori una quantità di sperma mai vista uscire dal mio pene, le finisce sui capelli il primo schizzo, il secondo sugli occhi e dal terzo comincia a ciucciare e ingoiare tutto con la bocca, gioca un pochino con lo sperma e se ne passa un pochino sulle tette, prima di ingoiare tutto.

Lei: “Sono solo una ventenne, come sono andata?”
Io: “Sei stata bravissima, non mi sono mai eccitato così tanto.”
Lei: “Neanche io, con quel cazzino del mio ex, che ne dici se ci mettiamo insieme?”
Io: “Ne parliamo stasera a casa mia, segna il mio numero…”

Scritto da “Giovane coppia” per Privè Advisor.


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Commenti


  1. massimo71 ha detto su 21 Giugno 2020 12:14:

    Ciao Matteo il tuo racconto è davvero molto intrigante e mi ha fatto eccitare tantissimo, sarei molto interessato a realizzare questa fantasia erotica. Contattami in email: massimo71@virgilio.it grazie

  2. Linus ha detto su 6 Luglio 2020 16:13:

    Mi sono davvero eccitato un sacco! Lui è un bastardo figlio di put…. che ha saputo sfruttare bene la situazione! Addirittura le ha sverginato il culo! Idolo! 😀
    Sarà pure un racconto di fantasia, ma sinceramente io mi sono molto immedesimato nel protagonista assoluto di questa vicenda. Complimenti all’autore.