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La partita a carte con gli amici al bar [Video]


13 Dicembre 2019


La partita a carte con gli amici al bar

Un Mixxxio in grande spolvero, un racconto che vi terrà incollati fino all’ultima riga di questo breve ma eccitante racconto.

Giorgio raccolse l’ennesimo piatto, quel pomeriggio gli andava bene, i giochi di carte al bar andavano per pochi centesimi ed euro, ma ci si passava il tempo.

“Oggi ti vengono tutte le carte buone”,

commentò Mario con acredine. Anche gli altri due giocatori, Marco e Silvano, bofonchiarono qualcosa, loro erano in pari o poco sotto, Mario perdeva una decina di euro e la bottiglia di vino sul tavolo stava finendo.

“Fortunato al gioco, sfortunato con le donne”,

risposte con un mesto sorriso Giorgio,

“a proposito di donne, non è tua moglie quella lì, Mario?”.

Di fronte a loro, dall’altra parte della strada, stava passando una donna, passo svelto ed aggraziato, il tailleur grigio, la gonna sopra il ginocchio, il tacco che picchiettava secco sul marciapiede, una bionda che faceva la sua splendida figura.

“Già, sta tornando dal lavoro, spero non mi abbia visto qui, brontola sempre quando mi vede giocare a carte”.

“Forse perché perdi sempre”,

lo sbeffeggiò Giorgio spazzolando nuovamente il piatto,

“a me i soldi, a te la Manuela. Ma se non sei contento possiamo fare sempre scambio”,

aggiunse ridendo e dando una pacca sulla spalla all’amico.

“Dai andiamo a casa, mi hai spillato 30 euro, per oggi basta”,

interloquì Mario con Giorgio. Salutarono gli altri due e si incamminarono, davanti a loro la Manuela proseguiva, la gonna si alzava un poco mostrando il pizzo di quelle che parevano autoreggenti.

“Tua moglie è sempre stata una bellezza, di quelle sexy, anche se non troppo appariscenti, lasciatelo dire, chissà che sballo quando si cambia”,

Giorgio sapeva che entro certi limiti poteva scherzare con Mario.

“Porta sempre della lingerie che mi fa morire, a volte va di fretta, ma quando vuole resto lì a guardarla inebetito. Le calze poi mi fanno impazzire, sentire la seta o come cavolo si chiama sotto le dita, ma soprattutto vedere quando se le infila”.
“Cavolo, che spettacolo deve essere, pagherei per vederla!”, rispose Giorgio.
“Ahahah, come hai detto prima, io le donne, tu i soldi!”, chiosò ridendo Mario.
“Vero, tristemente vero, ma senza che ti offendi, siamo amici da sempre, se ti lasciassi tutta la vincita di oggi, trenta euro, solo per darle un occhio quando si veste?”,

butto lì Giorgio, erano stati complici in tante avventure che sentiva di poter scherzare su questo con l’amico.

“Solo per vederla? 30 euro? Pare quasi un affarone”, rispose ridendo Mario.
“Davvero, potrebbe essere divertente, niente di che, una sbirciatina, senza che lei se ne accorga”, insistette Giorgio.
“Ma dici sul serio?”,

rispose Mario, improvvisamente serio e pensieroso,

“domattina cosa fai? Riesci ad essere da me sul presto?”
“Cavolo, mi hai preso in parola? Certo non ho problemi, ma come facciamo?”

L’affare si fa!

Seguì un piccolo conciliabolo ed i due amici presero gli accordi. Il mattino successivo Giorgio si recò a casa di Mario, il portone era accostato, lo aprì silenziosamente facendo attenzione a non farlo sbattere riaccostandolo, poi salì le scale fino al secondo piano dove si trovava l’appartamento di Mario. Attese il segnale, ad un certo punto la porta scattò e si aprì, Mario stava dietro con un dito sulle labbra, Giorgio entrò silenziosamente, si era munito anche di mocassini per non fare rumore.

“Amore, mi vesto che devo andare”,

sentì dire dalla voce della Manuela che proveniva dalla camera da letto in fondo al lungo corridoio che traversava l’appartamento di Mario.

Mario gli fece cenno di seguirlo, silenziosamente arrivarono davanti alla porta della camera da letto, Manuela era di spalle, i lunghi capelli biondi le cadevano sulle spalle, stava infilandosi una sottoveste di raso nera incredibilmente sexy, per un attimo Giorgio riuscì a vederne le forme del corpo.

la moglie super gnocca

La moglie super gnocca

Poi raccolse due autoreggenti da una sedia a lato, appoggiò una gamba sul letto e dopo avere impuntato la prima iniziò con lentezza a farla scorrere lungo la gamba, salendo fino alla coscia. Giorgio si scoprì eccitato, ancor di più mentre lei si infilava la seconda con classe ed eleganza. Si trovò a chiedersi, guardando Manuela da dietro, se sotto la corta sottoveste portasse la biancheria intima, poi la vide prendere un perizoma dalla sedia ed indossarlo, e mentre lei sistemava l’elastico potette ammirarne le perfette fattezze del suo sodo culetto.

Notò anche lo sguardo lucido di Mario che andava dalla moglie a lui, Manuela si recò verso l’armadio staccando dalla croce la gonna ed una camicetta, le indossò velocemente e dette una sistemata al letto. A quel punto Mario gli dette una piccola spinta per fargli capire che doveva andare via subito, Giorgio si affrettò senza far rumore verso la porta di uscita, si fermò un attimo nell’atrio appoggiando € 30 su un piccolo tavolino vicino all’uscita ed infilò la porta velocemente.

“Amore, mi hai lasciato dei soldi? Grazie caro, sono per me questi qui sul tavolino vero? Ti sei ricordato di farmi il bancomat, ti amo”,

disse mia moglie mentre indossava un soprabito prendendo le chiavi dell’auto.

“Sì tesoro, sono tuoi, potrei dire che te li sei guadagnati, sei il mio bancomat”, risposte ridendo Mario.
“Non ho capito, cosa vuoi dire?”, chiese Manuela.

Mario baciò in maniera lunga ed appassionata la moglie accompagnandola verso la porta,

“Stavo scherzando, niente di che, ci vediamo stasera, non vedo l’ora…”

Ecco un video di guardoni, per restare in tema 😉


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