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La mia prima esperienza lesbo… e mio marito ignaro!


24 aprile 2018 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Articoli Blog


La mia prima esperienza lesbo

Teatro dell’Opera. Una donna vi si reca in compagnia del marito. Non può immaginare che di lì a poco incontrerà una donna dai capelli rossi che le regalerà la sua prima esperienza saffica. Una lettura travolgente da gustare fino in fondo.

Prologo

Dopo mesi che torturavo mio marito finalmente mi porta a vedere un’opera a teatro, prenota un palco con una bella visuale. Mi vesto molto elegante per l’occasione con dei pantaloni neri e una camicia di tulle bianca. Arriviamo puntuali alle 20:30 e prendiamo posto all’interno del palchetto; dopo venti minuti bussano alla porta altre due coppie a noi sconosciute, più o meno coetanei nostri, molto eleganti e le donne particolarmente provocanti, con abiti lunghi e uno spacco sul davanti. Ci presentiamo e ci sediamo molto vicini: io accanto avevo mio marito e dall’altro lato la donna con i capelli rossi dell’altra coppia.

Primo atto

Inizia il primo atto e si spengono le luci, dopo circa un’oretta sento la rossa avvicinarsi e sussurrami qualcosa che non riesco a capire mi avvicino a lei e mi sfiora con la mano il collo.

Sento un brivido caldo che mi accende. Immediatamente mi sento molto imbarazzata e mi allontano subito con la sedia. Lei si avvicina e stavolta con fare deciso mi afferra la mano e la fa scorrere lungo lo spacco del vestito fino a sentire le autoreggenti. Quella sicurezza e quella voglia di proibito mi stavano eccitando molto, avevo accanto mio marito, ignaro della mia voglia di toccare quella donna mai vista prima di allora.

Finisce il primo atto dello spettacolo e le due donne si alzano per andare in bagno, rimaniamo io e mio marito con i due compagni delle donne, si inizia a commentare lo spettacolo ma io avevo la testa alla rossa che era in bagno con la sua amica; con una scusa lascio gli uomini e mi dirigo verso i bagni.

Noto subito molta fila, ma riesco a intravedere le due amiche che parlano mentre aspettano il loro turno, mi avvicino e cerco di partecipare alla loro conversazione. Subito percepisco l’interesse della rossa che fa passare la sua amica avanti per poter restare qualche minuto sola con me; senza farsi notare mi sfiora i fianchi e infila la mano dentro i pantaloni fino a sfiorarmi l’orifizio anale: vedevo la sua sicurezza e disinvoltura in quei gesti, la sua certezza nel sapere che anch’io avevo i suoi stessi desideri nascosti.

Secondo atto

Suona la prima campanella e tutte si allontanano per tornare ai posti, ma noi restiamo lì fingendo di rifarci il trucco e appena siamo sole sento un forte desiderio di baciarla. Lei asseconda il mio gesto e iniziamo a baciarci con molta passione, sento la sua lingua cercare la mia, un turbinìo di passione sconvolgente… in 10 anni di matrimonio non avevo mai pensato di arrivare a baciare una donna e la cosa mi piaceva molto.

Lei però non si ferma, mi inizia a sbottonare la camicia e a leccare i capezzoli turgidi; io non mi controllo più e le alzo quel vestito lungo alla ricerca del sua figa; sento i suoi umori che hanno bagnato tutto l’intimo e la cosa mi eccita ancora di più. Con molta delicatezza le infilo un dito ma sento che non le basta, così ne metto ben tre e inizio a sentirla gemere; col il palmo della mano faccio una pressione costante sul clitoride e la sento venire quasi subito.

Non mi dà neanche il tempo di capire cosa sia successo che mi trascina verso l’uscita e torniamo a vedere lo spettacolo. Durante tutto il secondo atto speravo che lei mi dicesse qualcosa e invece non mi cercava più, era concentrata sul palco e sugli attori.

Atto finale

Finisce il secondo atto e vado verso il bar per prendere una cosa da bere. La vedo venire verso di me e mi sussurra:

«Appena suona la prima campana ci vediamo in bagno.»

La sua voce, la sua proposta sfacciata e arrogante certa della mia voglia di riaverla, scatena in me il desiderio di farla godere di nuovo, di sentire ancora il sapore delle sue labbra, di scoprire il sapore della sua figa.

Suona la campanella e mentre tutti vanno verso i posti io mi dirigo verso i bagni, apro la porta ma non trovo nessuno. Mi lavo le mani e mi siedo sul lavandino ad aspettare. Lei entra senza farmi dire nulla, mi bacia con voracità, mi sbottona i pantaloni e li abbassa leggermente, si china sulla mia figa e inizia a leccare senza spostare l’intimo. Volevo morire. Ero grondante di piacere e lei non si risparmiava a leccarmi con la lingua e a penetrarmi con le dita… Volevo godermi a pieno quei quindici minuti di piacere estremo che quella sconosciuta mi stava regalando. Mi lascio andare in un urlo di piacere che lei soffoca mettendomi due dita in bocca.

Suona per la terza volta la campanella e il tempo a nostra disposizione finisce. Ci sistemiamo e ci dirigiamo verso il palco dove ci aspettano gli altri. Ci godiamo l’ultimo atto scambiandoci qualche sguardo e qualche effusione ben celata dal buio del teatro. Finito lo spettacolo, ci salutiamo cordialmente e quella fu l’unica volta che vidi quella donna rossa.

Autrice: Barby Birba (pseudonimo)

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