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Grazie al mio Toy Boy ho conosciuto il vero orgasmo


8 maggio 2018 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Articoli Blog


Grazie al mio Toy Boy ho conosciuto il vero orgasmo

La palestra, l’odore acre del sudore, gli ormoni che esplodono. Ed è qui che avviene l’incontro tra una donna sulla quarantina e un giovane uomo. L’incontro, apparentemente casuale, tra lui e lei, avviene per il forte desiderio di lei di “giocare” con un Toy Boy.

Tutti nella vita abbiamo della fantasia, la mia, come forse per molte della mia età è quella di stare con uno molto più giovane.

Così dopo averlo incontrato diverse volte in palestra, ho cercato in tutti i modi di attirare la sua attenzione.
Ci sono voluti quasi due mesi di battute, domande sugli esercizi da fare, un aiuto ogni tanto per alzare i pesi, anche se tante volte non necessario, ma alla fine sono riuscita a farmi invitare a cena fuori.

Ci scambiamo i numeri di telefono e iniziamo a inviarci messaggi, prima molto formali poi con il passare del tempo diventavano un po’ più piccanti; qualche doppio senso, una foto dopo la doccia dove mi mostra gli effetti della palestra ed io ricambio con foto molto più misteriose, una caviglia, una curva del corpo non ben definita che scatena in un ragazzo di 25 anni incredibili fantasie e desideri sul mio corpo da quarantenne.

Una sera come tante altre in cui chattavamo mi propone di uscire per andare in un locale nuovo, io accetto immediatamente e ci diamo appuntamento davanti al locale.

Arriva puntuale, vestito in modo molto elegante, camicia bianca, giacca a quadri, pantaloni neri sagomati nei punti giusti, e un sorriso che mi rapisce. Non capivo come un ragazzo così giovane mi avesse catturato in questo modo. Non era il solito palestrato senza cervello, anzi era un ragazzo molto brillante, appassionato di arte e letteratura, molto profondo anche nelle conversazioni toccate durante la serata.

La cena

La cena si svolge in modo molto rilassato per entrambi, si chiacchiera, si ride e ogni tanto riesce pure a sfiorarmi la mano, con molta eleganza e senza essere pressante.

Per tutta la sera non disdegno le sue attenzioni, complimenti e quel modo sensuale di desiderarmi, di portarmi nella tana del lupo come se fosse una mia scelta. Mi sentivo una ragazzina di vent’anni alle sue prima volte piena di aspettative, ma allo stesso tempo timorosa di stravolgere un ragazzo 15 anni più giovane di me.

Ci sediamo sul divano, lui si mette comodo, mi serve un bicchiere di vino rosso e continuiamo a raccontarci dei corsi fatti durante l’anno in palestra e mi mostra un attestato di un corso di massaggiatore fatto a Milano l’anno prima. Colgo l’occasione per proporgli un massaggio ponendo delle regole.

Gli faccio un elenco di tutto quello che poteva toccare e i miei tabù, ovviamente la cosa non gli piacque. Comunque accetta le mie condizioni, mi fa sdraiare sul divano e mi sfila il mio decolté rosso tacco 12. Adoro trovare uomini a cui piacciono i miei piedi perché non tutti hanno la passione fetish di giocare, massaggiare e leccare i piedi.

In lui trovo tutto quello che volevo: un ragazzo giovane che mi vizia e pronto a soddisfare ogni mia pretesa; mi sfila le calze leccandomi e succhiandomi l’alluce e mi inizia a massaggiare i piedi, sento entrambe le mani che avvolgono il mio piede, la pressione delle sue dita nei punti giusti, la sua lingua che non smette di insinuarsi tra le mie dita, mi succhia ogni dito come se gli appartenesse, avvolgendo con la bocca più dita possibili. Sento dei brividi lungo tutte le gambe e una sensazione nuova, mista tra piacere e estasi; sarei stata ore a sentire la sua lingua muoversi sui miei piedi, era bellissimo!

Senza rendermene conto mi trovo in un’altra dimensione, la pace dei sensi, una sensazione di rilassatezza e di fiducia che ti lascia passare al livello successivo superando ogni forma di inibizione.

La camera da letto

Mi prende in braccio e mi porta in camera da letto, lentamente mi sfila il vestito lasciandomi solo la sotto veste nera in pizzo, io molto più desiderosa di vedere quel fisico così curato, gli strappo quasi di dosso la camicia. Vederlo nudo mi fa impazzire: un fisico asciutto, ben curato, belle cosce muscolose e delle braccia calde e avvolgenti.

La cosa che mi sorprende era la sua calma, il suo desiderio di godersi il momento, non avere fretta di scoprire il mio corpo, ma di assaporare ogni cm della mia pelle, scoprire i punti che mi eccitavano per usarli a suo vantaggio.

Le sue mani, come diceva Mia Martini ,“strumenti su di me“, mi accarezzava e la pressione delicata ma allo stesso tempo risoluta, accendeva la mia voglia di dominarlo, di fargli vedere chi comandava a letto. Mi inizia a toccare e sentire la sua mano dentro di me mi eccita molto, mi inizio a bagnare. Lui mi guarda e mi dice:

«Sei molto bagnata. Voglio farti mia!»

Avevo voglia di giocare con lui quella sera e non di farmi una semplice scopata, quella me la può dare chiunque, ma creare un feeling con una persona così giovane di età era la mia conquista. Cosi gli dico:

«Ti posso legare al letto, bendato.»

Lui mi guarda un po’ diffidente ma accetta. Lo lego al letto dandogli un certo raggio di movimento, ma bendandogli gli occhi così che non potesse vedere cosa avrei potuto fare del suo corpo. Lo inizio a baciare dal collo fino al capezzolo e mi trattengo lì per un po’ mordicchiandolo, vedo che lui inarca la schiena e lo sento godere di ogni mio bacio sul suo corpo sempre più caldo e voglioso di penetrarmi.

No smetto di desiderare le sue labbra e la sua lingua che mi cerca nel buio della stanza, non mi vede e tutte le emozioni che prova sono esaltate dagli altri sensi che dovono sopperire alla mancanza della vista.

Mentre la mia bocca spazia tra i suoi muscoli che definiscono il suo corpo, le mie mani bramano di scoprire cosa nascondono i boxer e cosa mi devo aspettare. Non indugio ulteriormente e li abbasso solo per fare uscire la punta, ma con irruenza, tutto il suo membro si fa strada, come se desiderasse di essere liberato da quella prigionia.

Era bello come lui, mi lancio ad assaggiare la cappella fino alle palle, era tutto depilato ed era uno spettacolo portelo leccare per tutta la sua lunghezza. Mi piaceva molto tenere in bocca le sue palle e pure lui era molto soddisfatto, ogni tanto mi fermava perché troppo eccitato, e la cosa mi dava ancora più potere, avrei deciso io quando farlo venire, non avrebbe potuto resistere a lungo.

Lo sento dimenarsi sempre di più, spingere il suo cazzo su per la mia bocca, e io accompagnare il movimento pompando con la bocca e muovendo la mia lingua per dargli ancora più piacere.

Inizio a bagnarmi sempre di più perché la situazione mi eccita moltissimo e sento il mio umore sempre più abbondante. Avrei voluto farlo venire ma mi stavo divertendo troppo, cosi mi propone una cosa inaspettata:

«Ho voglia di vederti mentre ti masturbi per me»

Non lo avevo mai fatto davanti a qualcuno, ma con lui avrei potuto realizzare ogni mia perversione perché era il complice perfetto.

Lo slego e gli levo la benda, mi sdraia vicino a lui e inizio a toccarmi. Lui inizia a toccarsi pure, ansimo sempre più forte lui mi dice:

«Adoro come godi, vorrei farti godere col mio pene»

Sono troppo concentrata sul mio piacere. Le grida sono sempre più forti e incessanti, ho bisogno di più piacere, così mi metto sopra di lui e mi infilo con ingordigia il suo sontuoso attrezzo e inizio a cavalcarlo senza sosta e lui da sotto mi spinge in senso opposto facendomi sentire la sua potenza e virilità.

Mi dice diversi turpiloqui che non mi dispiacciono e rispondo a tono pure io. Avevo stravolto un ragazzino o lui aveva stravolto me?

Mi afferra e mi mette a pancia sotto e riprende a penetrarmi senza sosta, me ne vengo ben due volte con gemiti e strepiti di piacere, anche lui sazio del mio corpo esplode regalandomi il suo seme. Mi rilasso accanto al suo corpo e mi racconta una sua fantasia quasi vergognato, la ascolto molto incuriosita e gli chiedo da dove nasce questo suo amore per i piedi e le scarpe femminili. Mi dice che fin da ragazzino si eccitava vedendo dei bei piedi, curati, un bel collo del piede da ballerina e delle caviglie magre che si aprono su di un sinuoso polpaccio. Gli avvicino il piede alle labbra e gli dico:

«Un po’ come il mio. Il mio ti piace?» E lui: «Ovvio, il tuo è il più bello che ho mai visto, starei ore a coccolarti e non solo i tuoi bei piedini, ma anche il resto mi fa impazzire!»

L’ultima fantasia

Mi alzo dal letto per andare in bagno e sistemarmi un attimo anche perché era notte inoltrata e sarei dovuta rientrare a casa, ma volevo regalare a quel ragazzo così incredibile la sua fantasia, che una ragazza della sua età non avrebbe mai realizzato.

Cosi vado in soggiorno e ancora nuda, indosso le scarpe rosse tacco 12 e torno in camera da letto; lì mi aspetta lui ma ancora più voglioso il suo pene che immediatamente si risveglia. Lo invito ad alzarsi dal letto e a sdraiarsi per terra sopra il tappeto, lo vedo preoccupato, ma incredulo su quello che stava per succedere. Stavo per fare quello che mi aveva raccontato poco prima?!

Ero così stupefatta da me stessa, lo volevo così tanto, dominare un uomo, fargli sentire chi comandava, una scarica di adrenalina nell’infliggere dolore e piacere allo stesso tempo; poggio il tacco del decolté e presso leggermente: sento i muscoli degli addominali che si contraggono, così faccio ancora più pressione fino a poggiare tutta la pianta a salire sopra di lui, mi afferra dai polpacci per tenermi in equilibrio sul suo petto mentre mi muovo quasi a danzare per lui con passi decisi ma anche molto delicati, mentre il suo pene sempre più in allerta spinge la sua mano a prenderlo per darsi piacere, mentre io sono nuda sopra di lui infliggendogli atroci dolori.

Scendo dal suo petto e vedo i segni dei tacchi , qualche graffio e un po’ di sangue in alcuni punti, ma non ero dispiaciuta anzi vedere i segni del mio potere su di lui, lo marcava come mio, era come la firma del mio operato indelebile per qualche giorno.

Ancora non sazio delle mio giochino, mi afferra il piede e mi lecca la scarpa fino ad arrivare alla caviglia, e la sfila, la odora e rimane estasiato, immobile assorbe i profumi dei miei piedi e senza più indugiare se ne viene dentro la decolté. Mi tira verso di sé e mi sussurra all’orecchio:

«Ti voglio rivedere ancora!» Gli sorrido e gli dico: «Vedremo…»

Autrice: Barbybirba

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