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Dalla chat al letto di un hotel. Un incontro a lungo desiderato


25 settembre 2018 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Articoli Blog


Dalla chat al letto di un hotel. Un incontro a lungo desiderato

Dalla chat al letto di un hotel. L’ennesimo capolavoro della nostra travolgente scrittrice di racconti erotici Barby Birba. Brividi assicurati!

Mentre ero a lavoro mi arriva un messaggio di un mio vecchio amico con cui abbiamo solo un rapporto via chat, data la distanza; lui infatti è di Napoli, con famiglia ed un lavoro che lo porta in giro per il mondo.

Quando parte per lavoro abbiamo la consuetudine di scriverci, mi manda foto dei posti stupendi dove va e spesso nelle notti che trascorre in albergo, lo intrattengo con argomenti piccanti senza mai eccedere.
Mi capita spesso, mentre chattiamo, di fantasticare di voler essere con lui, essere la sua donna per un giorno, di rendere possibile quelle fantasie che ci confidiamo, ma poi si ritorna alla realtà e con una risata si cambia argomento.

Una mattina di un giovedì mi manda la solita foto dall’aeroporto con la destinazione del suo prossimo viaggio: Amsterdam! Mi scrive che si sarebbe fermato fino al martedì successivo e che aveva il weekend libero da impegni di lavoro, così gli scrivo: ”Io tutta sola a casa. :(”

Lui mi risponde:

«Se vuoi ti faccio il biglietto e sali per il weekend; ovviamente sarai mia ospite, ti prendo una stanza nel mio hotel.»

Tentenno un po’, poi accetto.

«Ok! Fammi il biglietto che vengo a trovarti ad Amsterdam.»

«Finalmente la ragazza che conosco! Dammi 20 minuti e ti mando il biglietto per e-mail. Partenza tra 6 ore?»

«Perfetto mi faccio il trolley e attendo la tua e-mail.»

Il volo per Amsterdam

Dopo meno di 20 minuti mi arriva la notifica sul cellulare con il volo per Amsterdam, partenza ore 16.
Torno a casa e mi preparo in tutta fretta la valigia, stando però attenta a non dimenticare un intimo un po’ più elegante e sofisticato, e mi dirigo in aeroporto.

Arrivo ad Amsterdam e mi prendo un taxi che mi porta in albergo.

«Sono nella hall, dove sei?»

«Nella sala congressi, aspettami là, ti raggiungo appena possibile.»

Lo aspetto impaziente e un po’ ansiosa di rivedere quell’uomo per cui ho sempre provato una forte attrazione, sempre soffocata dopo il suo matrimonio.

Sento una voce da dietro che mi chiama, mi volto e lo vedo; il cuore mi comincia a battere, mi trema un po’ la voce e mi si illuminano gli occhi.

Lui era bello come lo ricordavo, in un completo blu e una cravatta di seta rossa, elegantissimo e sempre molto di classe. Mi chiede del viaggio e con un ottimo inglese mi fa avere la chiave della mia stanza e mi dice:

«La tua stanza è nel mio stesso piano.»

«Perfetto, mi faccio una doccia e ci vediamo per cena?»

«Sì, perfetto, alle 20 ci vediamo qui. A dopo.»

Salgo in stanza, mi butto sul letto e sento ancora addosso il suo profumo. Uno stato di eccitazione e felicità per la pazzia che avevo appena compiuto fatto mi pervade.

Mi faccio una doccia veloce e mentre mi asciugo i capelli sento bussare alla porta.

donna in accappatoio sexy

Ancora in accappatoio mi dirigo verso l’ingresso della stanza, apro e mi trovo Andrea:

«Scusa se ti disturbo, ma mi sono accorto che ancora non ti ho salutata.»

Lo guardo sorpresa e gli dico “Ciao!“. Mi avvicino per baciarlo sulla guancia, ma lui mi dà un bacio sulle labbra. Quindi si allontana dal mio viso, mi guarda per tre secondi e mi dice:

«Questi sono gli occhi che mi parlano.»
«E cosa ti dicono?»
«Le stesse cose di 5 anni fa»,

e mi sfiora con la lingua il labbro superiore.

In preda ai brividi

Sento un brivido, la temperatura inizia velocemente a salire e quell’accappatoio mi sembra un piumino invernale. Mi avvicino per baciarlo sulle labbra e lui ricambia, ma senza che le nostre lingue entrino mai in contatto; ogni sguardo, ogni bacio a stampo, sono piccoli assaggi di voglie e desideri soffocati per tanti anni da entrambi.

Avevamo bisogno di essere certi di volerlo perché era stato tanto fantasticato che sembrava quasi surreale ciò che stava succedendo. Le mie labbra percorrono il suo collo e sento i suoi battiti accelerare; gli mordicchio il lobo dell’orecchio e la mia lingua lo lecca tutto intorno.

A quel punto mi prende in braccio e dall’ingresso della stanza mi sdraia sul letto. Si leva la cravatta e la giacca e mi guarda mentre scopro leggermente le spalle fino a mostrargli una parte del seno; con il piede mi accarezzo la gamba e l’accappatoio si sposta quel tanto che basta per accendere le sue voglie represse.

Si sfila la cintura e inizia a sbottonarsi i pantaloni, ma io lo fermo mettendo un piede sulla cerniera. Sento un rigonfiamento e il mio piede strofina su quel promontorio sempre più duro. Mi afferra il piede e lo porta alla bocca, la sua lingua si muove tra le dita, succhiandole, le sue mani mi massaggiano la pianta del piede e mi dice: “Ti piace, vero?“.

in preda ai brividi - sesso selvaggio

Mi mordo il labbro inferiore, non riesco a dire nulla, ma i miei occhi parlano per me. Ho voglia di lui, del suo membro, di sentirlo dentro di me, ma non riesco ad aspettare, mi infilo un dito dentro e sono grondante di piacere. Lo raccolgo per bene e gli avvicino il dito, lui allontana la bocca dal mio piede e lo lecca avaro, desideroso di non perderne neppure una goccia.

Le sue labbra carnose mi baciano dal piede fino alla mia figa calda e pronta ad accogliere il suo pene. Si sfila i pantaloni e strofina il suo arnese sulla mia figa, i boxer si bagnano, volevo solo togliere quell’ultima barriera per essere scopata da lui; gli tiro fuori il membro e me lo metto dentro.

Le mie gambe come delle tenaglie lo avvinghiano a me, le sue mani mi afferrano dal bacino e mi sbatte il suo membro fino in profondità, ogni colpo deciso e fermo; mi fa gemere, il ritmo aumenta sempre di più, sempre più in profondità, sempre più vigoroso nello scoparmi.

Ogni affondo è seguito da un grido di eccitazione crescente. Le mie unghie lo graffiano e nel momento di massimo piacere non riesco a trattenermi dall’affondarle sulla sua schiena, come una pantera che afferra la sua preda.

Mi fa venire una prima volta e sentirmi godere così tanto lo fa impazzire. Mi sdraia a pancia in giù e mi schiaffeggia il sedere, che in poco tempo si arrossa.

Sento a intermittenza i colpi provenienti dalle sue mani e dal suo arnese che come un bastone mi punisce per essermi concessa a lui. Mi solleva leggermente il bacino e mi lecca il buchino bagnato da tutti i miei sapori, mi infila leggermente la punta del dito e inizio ad avvertire un certo dolore, si ferma e mi chiede:

«Ti faccio male?»

«Un po’ ma mi piace, sputaci sopra!»

Lui esegue immediatamente e mi infila tutto il dito, il buco si dilata sempre di più e inizio a godere per la prima volta. Mentre col dito mi penetra, mi infila il pene dentro e mi scopa di nuovo, ma stavolta molto più lentamente; il dito e il bastone si muovono insieme, il suo bacino si ferma e sono io che cerco il suo arnese per averlo più in profondità. Mi muovo ondeggiando, arrivando a tenere dentro solo il glande, e poi con una spinta forte è tutto dentro fino a sbattermi con violenza.

Inizio a gridare sempre più forte, a gemere come una gatta in calore. Toglie il dito da dietro e mi afferra dai fianchi con entrambe le mani. E’ un fiume in piena. I nostri corpi si muovono insieme in perfetta sintonia. Lo voglio e lui mi possiede e mi domina.

Mentre mi penetra mi colpisce leggermente le natiche e mi sussurra parole volgari che mi eccitano, a tal punto da farmi venire quasi subito; lui tira fuori il pene e mi riempie la schiena della sua crema calda, così densa e abbondante che mi gocciola dai fianchi.

Sotto la doccia

sotto la doccia

Mi rilasso sul letto mentre lui va a farsi una doccia. Dopo 10 minuti che sento l’acqua scorrere mi chiede:

«Non mi fai compagnia?»

Non riuscivo ad alzarmi dal letto, ero veramente stremata ed estremamente soddisfatta della scopata che mi aveva regalato, ma sentivo che mancava qualcosa per renderla indimenticabile. Così mi alzo con ancora il suo sperma addosso ed entro in doccia con lui.

«Ti sei decisa?»
«Si! avevo ancora voglia di te!»

Mi chino in ginocchio sotto i getti dell’acqua calda e inizio a massaggiare le palle. Il membro che era molto rilassato comincia ad alzarsi e ad indurirsi. Lo prendo con l’altra mano e lo accarezzo per tutta la sua lunghezza. La sua forma perfetta e il suo colore rosa mi fanno eccitare sempre di più; più lo accarezzo, più diventa gonfio e duro. In poco tempo ritorna ad essere uno strumento di punizione, così me lo sbatto sulla lingua e in viso.

«Mi stai facendo impazzire, sei fantastica, mettitelo in bocca!»

chinata a leccare le palle

Non gli do il tempo di finire la frase che sto succhiando tutto per bene. Mi afferra dalla testa e mi spinge a sé, dandomi il ritmo di come scoparlo. Gli piace che tengo la punta in bocca e con la lingua gli massaggio il glande gonfio e voglioso di esplodere una seconda volta.

L’acqua scorre, la mia bocca è un tutt’uno con la sua verga, le sue mani mi accarezzano i capezzoli dando dei leggeri pizzichi, aumento il ritmo del movimento, sempre più rapido e sempre più in gola, mentre le mie mani continuano a giocare con le sue palle. L’eccitazione sale sempre di più fino a sentire le due parole magiche: «Sto venendo

mi scopa in doccia

Il suo caldo sperma mi arriva tutto il bocca, non riesco a ingoiare tutto e una certa quantità mi cola fino al seno, ma con le mani mi cospargo tutta ed esco dalla doccia per timore di vedere sciacquare via tutta quella crema dalle mie tette.

Mi sdraio sul letto e lui si avvicina a me avvolgendomi tra le sue braccia, mi stringe forte a sé e mi dice:

«E questa è solo la prima notte!!!»

Mi bacia e ci addormentiamo soddisfatti e desiderosi di trascorrere ancora un’altra notte insieme.

soddisfatti dopo il sesso


Autrice: BarbyBirba (pseudonimo)

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