Cuckquean: è la tua donna a volerti con un'altra donna

17 Luglio 2020
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“Ciao amore, come stai? Cosa stai facendo?”,

la voce di Giulia era melodiosa, la sua telefonata interruppe il lavoro noiosissimo che stavo cercando di finire.

“Lavoro, una noia, e tu?”
“Preparo la cena, fra un poco arriveranno anche i ragazzi a casa.”
“E come sei vestita?”, insinuai.
“Come vuoi che sia vestita? Tuta, sto facendo i lavori di casa”, il tono aveva un’incrinatura irritata.
“Sei sola?”
“Nooo, scherzi? C’è una compagnia di militari qui con me”
“Scommetto che te li potresti scopare tutti “
“Ma certo, come no, non ho di meglio da fare”
“L’idea non è male, al Glory Hole sei stata fantastica”,

pensai con rammarico che era già passato molto tempo dall’ultima volta.

“Ti è piaciuto?”, mi rispose, la sua voce si era fatta intrigante, stava giocando.
“Da morire…”
“Cosa ti è piaciuto?”
“Vederti fare sesso con altri, mi ha fatto impazzire”
“Sei un porco guardone”
“Lo saresti anche tu se fossi un uomo”
“Quindi perché sono una donna mi è precluso? Io non posso divertirmi a guardare? Se volessi intendo?”
“Ma amore, di solito le donne si fanno scopare e gli uomini guardano in questi”
“Sei uno stronzo maschilista, se è così che la pensi non capiterà mai più”,

troncò la telefonata lasciandomi con la cornetta in mano muta.

“Gli ho tenuto il muso tutta sera e non gliela ho più data, capisci che stronzo? Loro, gli uomini, i machi, possono farci andare con altri, possono guardarci mentre ci facciamo scopare, ma se io per scherzo dico che potrebbe piacere anche a me, no, nisba, non se ne parla, siamo donne quindi non possiamo essere noi dall’altra parte”.

Giulia appoggiò con violenza il bicchiere del cocktail sul tavolino del bar mentre raccontava rabbiosa il tutto a Sonia.

L’amica le sorrise, “Dai, sono uomini, non ci arrivano, ci vuole pazienza”, con un’espressione titubante, gli occhi che giravano intorno, Sonia pareva dubbiosa se proseguire o meno, poi ricominciò a parlare, “ma poi, soprattutto, tu scherzavi o ti piacerebbe guardarlo?”
“Gli dovrei fare il piacere di lasciare che si scopi un’altra?”
“Sai, in fondo è quello che fa lui, al contrario, pan per focaccia, ma stai attenta. Questa cosa qui, che chiamano cuckquean, è proprio che la regina è la donna, lui manco si sceglie con chi andare, è la donna a muovere le pedine a gestire il gioco, anche a scegliere con chi lui andrà”.
“Parli come se tu avessi provato, non mi dirai che con Alfonso?”
“Ehhh eh, ebbene sì, confesso, è capitato, e mi sono anche divertita”,

affermò Sonia buttando i capelli all’indietro.

“Ma come hai fatto? Ma davvero? E con chi?”
“Ci vuole una persona di assoluta fiducia, avevo un’amica intima, come sei tu adesso, poi lei si è trasferita per lavoro, le piaceva Alfonso, ho organizzato il tutto e mi sono goduta la scena. E’ strano scoprire come fa sesso il proprio uomo guardandolo, mentre lo fai con lui non te ne rendi conto, è molto istruttivo, e divertente, poi c’è questa sensazione di potenza, di comando, di potere”.

Giulia rimase un poco in silenzio rimuginando,

“Mi stai incuriosendo, ma qui l’unica amica intima, di cui mi posso fidare, sei tu. Se lo chiedessi a una che dice no e poi lo va a raccontare in giro te lo immagini il casino? E certamente non cerco una prostituta”.
“Hai perfettamente ragione, ci vuole una persona di fiducia”, rispose Sonia ammiccando.
“Mi stai dicendo che tu…”
“Volendo”
“Ma davvero? Non sapevo ti piacesse mio marito.”
“Non proprio in quel senso, è un bell’uomo, ma qui non si parla di attrazione, ma di sesso, gioco e complicità”.

Quando la sera rientrai a casa non trovai il solito caos ad aspettarmi, entrato in sala venni accolto a musica lounge in sottofondo, candele accese ovunque, luci centrali spente, o c’era un guasto all’impianto elettrico o la mia adorata moglie aveva preparato qualche sorpresa.

Cuckquean, scambi di partners consensuali

Giulia apparve come d’incanto, inguainata in un abito di pizzo rosso,

“Ciao amore”, le dissi, “cosa succede? Seratina romantica? I ragazzi dai nonni?”
“Sui ragazzi hai ragione, sul resto sì e no…”
“Non fare la misteriosa, ma perché hai quel curioso diadema in testa?”,

le chiesi accorgendomi di un oggetto particolare che indossava.

“E’ un diadema da regina, stasera sarò una queen, anzi, una Cuckquean. Ti sei divertito a vedermi fare sesso con gli altri, ti è piaciuto vedere come scopavo, stasera tocca a me guardare. Non ci sono discussioni, ora farai esattamente quello che ti dico”.
“Ma amore, io…”
“Ho detto che farai esattamente quello ti dirò io, e la prescelta, quindi ora ti siedi su quel cazzo di divano e chiudi la bocca”
“La p r e s c e l t a ?”, sillabai.

Una luce si accese nell’angolo e apparve una figura vestita completamente di nero, corpetto chiuso da gancini metallici metteva in mostra un seno prorompente, la gonna era cortissima, calze a rete, stivali alti, la mia erezione fu immediata. Mentre si avvicinava vidi che indossava una grande maschera veneziana ornata di piume che la rendeva irriconoscibile.

Avanzò verso di me con maestosa baldanza, con una mano mi spinse contro lo schienale del divano mentre mi saliva a cavalcioni. Il suo profumo era intenso e stordente mentre mi apriva i bottoni della camicia con studiata lentezza, i suoi occhi mi trapassavano, vidi in tralice mia moglie sedersi sulla poltrona a sinistra per godersi lo spettacolo.

Le labbra della sconosciuta si abbassarono sul mio petto, la sua lingua era un furetto vorace, mi mordicchiò i capezzoli mentre con le mani armeggiava con la patta. Le sue mani presero in mano il mio pene, mi masturbava in maniera fantastica, la sua abilità non era inferiore a quella di Giulia, me lo fece diventare enorme ben presto.

Si interruppe sorridendomi attraverso la maschera, si alzò in piedi sul divano mettendo la sua fica all’altezza della mia bocca, con una mano si alzò la gonna mentre con l’altra mi spinse la testa tra le sue gambe costringendomi a leccargliela. Mi detti da fare come meglio potevo, vidi Giulia che aveva leggermente aperto le gambe, il vestito le era salito e una sua mano stava accarezzando la coscia, mi guardò dicendomi,

“Dai amore, leccale la fica, fammi vedere se ci sai fare davvero”.

Accettai la sfida aggrappandomi con le mani alle cosce della prescelta e le mordicchiai il clitoride mentre con la lingua le entravo dentro il più possibile, la feci gemere. La donna ebbe un sussulto e scese su di me a cavalcioni, si fece entrare il mio pene dentro di sé e iniziò a scoparmi come una furia, era un fenomeno, godemmo in maniera esplosiva.

Ma non era sazia, Giulia si era sollevata il vestito e con la mano si accarezzava tra le gambe,

“Avete già finito? Fatemi divertire, dai amore, non ti ho mai visto scopare, fammi vedere se ci sai fare davvero, io sono abituata oramai, datti da fare”.

La prescelta si girò verso Giulia sorridendo, poi portò di colpo la sua bocca verso il mio cazzo, era un vero portento, in poco temo me lo fece tornare duro, lo leccava con perizia, poi lo ingoiò mentre con gli occhi cercava alternativamente me e poi Giulia, pareva volesse sfidarla. Temetti mia moglie se la prendesse, ma invece era evidentemente eccitata, le sue dita iniziarono a muoversi sul clitoride,

“Dai, fatemi vedere qualcosa”, mormorò.

La sconosciuta si girò verso di lei dandomi la schiena, l’invito era evidente, inizia a scoparla alla pecorina, mia moglie mi incitava mentre con le mani si toccava sempre più velocemente,

“Dai amore, scopala, fai vedere come fai con me”.

La donna in nero gemeva sempre di più e quando iniziai a schiaffeggiarla sulle natiche aumentò i suoi versi. Ci detti dentro il più possibile per fare bella figura, e comunque aveva un fisico perfetto che invogliava alla grande, venimmo assieme a Giulia che si stava masturbando velocissima, la guardammo venire assieme a noi.

Ci fermammo esausti sul divano, poi, silenziosa e misteriosa come era arrivata, la donna in nero scomparve come un fantasma. Giulia si alzò dalla poltrona e venne ad accucciarsi addosso a me, rimanemmo abbracciati così per un pezzo, poi andammo in camera da letto per una bella scopata muliebre.



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