“Cena con dolce a sorpresa”, incontro focoso tra Marco e Barbara


14 luglio 2018 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Articoli Blog


Cena con dolce a sorpresa - incontro focoso

Tutto inizia come una semplice cena, ma Marco e Barbara hanno ben altri “appetiti”. Anche questa volta la nostra irresistibile scrittrice di racconti erotici BarbyBirba ci narra con dovizia di particolari un incontro focoso, suggestivo, coinvolgente.

driiin driiiin
Marco: «Hey ti va di vederci?»
Barbara: «Si certo.»
Marco: «Allora passa da me, stavolta cucino io la cena.»

Ho sempre considerato il suo appartamento il luogo dove portava le donne per fare i giochi più strani, sedurle per poi sbattersele, piana di giochini dalle forme più particolari che non avevo idea di come potessero essere usati, specchi sul soffitto, una casa a misura di sesso e di trasgressione…

Mi metto le autoreggenti a rete, un vestito verde petrolio che risalta i miei occhi, sotto nulla, come piace a lui. Mi fa entrare, lui sempre elegante: camicia a blu, pantaloni sagomati che risaltano la voglia che ha di me, tutto curato nei minimi dettagli: candele profumate , Enya in sottofondo, nulla lasciato al caso. Mi fa posare la borsa in camera da letto e anche lì, candela e petali profumati, sul letto ovviamente rose rosse, le mie preferite, con qualche petalo giallo sui cuscini.

Torno in cucina e lo trovo intento a preparare i suoi cavalli di battaglia. Appena mi vede entrare mi dice:

«Stasera cucino per la mia ragazza preferita, quella che mi scoperei ogni volta che ho voglia, quella monella a letto.»

E io :

«Quanto monella? Tanto da distrarti mentre cucini?!»

E lui:

«Che vuoi fare con quegli occhioni da birbantella?»

Ed io ancora:

«Prendermi quello che è MIO».

E prendo tutto

Gli sbottono i pantaloni scendendoli fino al ginocchio ed inizio a leccargli le palle, ovviamente tutte depilate per l’occasione; non riesco a smettere di giocarci prima con la lingua e poi mettendole una alla volta in bocca, senza trascurare di massaggiare con la mano il suo arnese che in poco tempo è diventato protagonista della situazione.

Non mi controllo e sposto le mie attenzioni su di lui: appoggio la punta sulla mia lingua e inizio a dare piccoli colpi, lui lo prende in mano e comincia a colpirmi con più violenza, l’eccitazione sale per entrambi, con la bocca gli blocco il caxxx e con avidità e voracità lo metto in bocca e lo faccio mio.

La mia bocca è intenta ad assaggiare ogni cm del tuo membro che di colpo sento pulsare dentro la mia bocca, le vene si gonfiano e la mia eccitazione è alle stelle. Non riesco a trattenermi e comincio a succhiare il glande, la mia bocca si muove per tutta la lunghezza del suo arnese, ormai diventato così grosso che non posso più trattenerlo in bocca; le sue mani cercano il mio seno e con fare gentile mi accarezza i capezzoli così sensibili che appena li sfiora mi fanno male, ma questo dolore misto a piacere mi spinge a chiedergli di non fermarsi.

Suona il timer della pasta.

Mi allontana dal suo caxxx e si dedica alla pasta. La assaggia e poi la scola col caxxx dritto come la punta della bussola che cerca il nord della mia bocca; mangiamo un primo buonissimo, ma per tutta la cena ho la testa al suo caxxx che voglio sentire dentro di me, che mi deve fare urlare di piacere.

Arriva il momento del dessert: un budino al cioccolato.

E’ il momento del “dolce”

Il momento del dolce sulla figa

Il momento del dolce sulla figa

Decido di sdraiarmi sul tavolo, levarmi il vestito e spalmarmi il budino sulla figa.

Lui non perde tempo e con la sua bocca lo divora spargendolo su tutto il mio ventre. Poi la sua lingua si insinua dentro di me facendomi godere fin da subito. Sento il freddo del dolce e il calore della sua lingua mescolarsi ai miei umori che sgorgano come un fiume in piena; con oculatezza raccoglie ogni goccia di me che sa di cioccolato dolce e un po’ salato e senza farmi arrivare all’orgasmo mi infila il suo caxxx dentro.

Mi prende con forza dal bacino, mi tira a sé e mi penetra spingendo fino in fondo, con colpi ritmati e decisi. Avverto una sensazione di dolore, con le mani cerco di afferrare il bordo del tavolo per spingermi verso di lui e prendere il suo arnese per tutta la sua lunghezza.

«Di chi sei?” e io: «Tua, sono solo tua, la tua puttanella sempre vogliosa di essere sbattuta dal tuo caxxx!»

Tira fuori il suo membro, dopo avermi fatto venire e mi sborra in faccia, sui capelli, mi apre con forza la bocca e me lo fa pulire per bene. Mi aiuta ad alzarmi dal tavolo e mi dice:

«Ora vattene a casa, fatta della mia sborra, puttana!»

Mi avvicino per salutarlo, mi alza da terra, mi bacia e mi dice:

«Ricordati che da questa casa passano tante passere, ma tu sei sempre la mia preferita, ora fila a casa monella!»


Autrice: BarbyBirba (pseudonimo)

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