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Carsex in Emilia Romagna tornando dal mare [Video]


8 Gennaio 2020 Articoli Blog


Carsex in Emilia Romagna tornando dal mare

Una coppia super eccitata si lascia andare al Carsex in Emilia Romagna, incurante di alcuni guardoni che, sopraffatti dall’eccitamento, incoraggiano la lei di coppia a darci dentro.

Stavamo tornando dal mare, la solita lunga fila dove procedi uno davanti all’altro, insomma la noia del ritorno dopo avere assaporato il caldo del sole. Si sa che il mare accende, mi ero gustato tutto il giorno il caldo non ancora eccessivo, l’acqua del mare, mia moglie in bikini.

Mia moglie indossava una di quelle tutine estive a shorts, si era tolta la parte di sopra del costume, era veramente sexy. La noia della strada in fila con tutti gli altri che tornavano dal mare faceva vagare la mia mente, il ricordo di quelle due volte di carsex mi accendeva il fuoco dentro.

Intanto avevo visto che davanti a noi stava una Punto con alcuni ragazzi dentro, la cosa mi solleticò e iniziai con nonchalance a farle scendere la spallina dell’abitino scoprendole il seno, cominciai a toccarla dolcemente, lei mi lasciò fare, le feci scendere l’altra lasciandola con tutto il petto scoperto ed i seni al vento.

Era impossibile che il guidatore davanti, stante che eravamo tutti ravvicinati, non vedesse lo spettacolo e la cosa mi eccitava e di sicuro anche lei lo sapeva. Le palpavo per bene le tette facendo indurire i capezzoli, con movimenti lenti e sapienti, intanto vidi che il guidatore aveva detto qualcosa agli altri in auto, e notai che tutti e quattro i ragazzi si erano girati a guardare.

La situazione era troppo eccitante, non dicevo niente, ma era certo che entrambi sapessimo che ci stavano guardando, avevo il cazzo di marmo e la voglia era enorme. Proseguimmo così per un poco, vidi da lontano uno spiazzo dal nostro lato, misi la freccia e mi preparai a girare.

“Cosa fai?” disse lei. – “Ti voglio” risposi. – “Sei pazzo? Qui così in pieno giorno?” – “Andiamo là in fondo dissi, non ci vede nessuno”.

Con la coda dell’occhio notai che anche l’auto davanti a noi aveva messo la freccia e si apprestava a girare, feci finta di niente.

Arrivammo in fondo allo spiazzo, mi parcheggia sotto gli alberi in modo da stare all’ombra, eravamo abbastanza discosti dalla strada in modo da non essere visti. Mi buttai avidamente sui seni scoperti di mia moglie, i capezzoli induriti mi facevano impazzire, le misi la lingua in bocca e la mano nella fica sentendo che era bagnatissima e la cosa mi mandò a mille.

Mi spostai sul suo sedile facendola venire sopra, iniziammo a baciarci, le lingue erano impazzite, la leccavo su tutte le spalle e le tette, mi tolsi la canotta e lei mi mordicchiò i miei capezzoli mettendo una mano sul mio cazzo. Lei è bravissima con le mani a masturbare un uomo, una vera e propria artista, me lo tirò fuori, era durissimo.

Non mi era sfuggito che l’auto di prima si era messa vicino a noi, lei era sopra di me e non se ne era accorta.

“Cazzo ti voglio! Adesso! Scopami!” le dissi con veemenza.

Rispose con un mugolio e con la mano si scostò gli slip facendosi scivolare dentro il mio cazzo che era diventato enorme nel frattempo. Mi cominciò a scopare selvaggiamente come fa quando si lascia andare, le misi le mani sul culo stringendola forte, a quel punto si accorse dei “vicini”.

“C’è qualcuno!” mormorò.

Feci finta di accorgermene solo in quel momento:

“Lascia stare, non ti fermare, ti prego”.

Mi stantuffava a più non posso, i ragazzi si godevano lo spettacolo da dentro l’auto, finché uno non decise di vedere meglio e scese accostandosi alla portiera in maniera molto discreta.

“C’è uno qui, ci sta guardando” gemette ancora mia moglie. “Dai dai” le risposi.

Era tutto troppo bello, a quel punto anche gli altri tre scesero e si avvicinarono, guardavano senza infastidire, uno iniziò a dire “dai dai”, la cosa ci eccitò ancora di più.

Arrivammo a conclusione dopo un poco, alla grande, una goduta pazzesca, ci rivestimmo riprendendo un aspetto irreprensibile, ripresi posto alla guida, mi girai verso di loro che ci tributarono di un applauso, incredibile, “bravi” ed applaudivano. Gli feci un cenno di saluto con un sorriso e ripartimmo verso casa.


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