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Appuntamento con l’uomo del mistero a Piazza Navona


4 Aprile 2019 Articoli Blog


appuntamento con uomo del mistero

Tutto ebbe inizio con una lettera misteriosa. Dapprima pensai ad uno scherzo. Poi le mie fantasie divennero realtà.

Come ogni mattina prima di uscire di casa, controllo la posta e stavolta sono incuriosita dalla presenza di una busta rossa che immediatamente apro:

“Giorno 20/06/2019 fatti trovare in Piazza Navona, per scoprire se sei veramente la donna della mia vita”.

Mi viene da ridere e penso ad uno scherzo, anche perché in quel periodo non mi frequentavo con nessuno. Che poi in fondo, mi chiedevo, la donna di chi???

Riprendo la mia giornata come al solito e metto la busta nel cassetto dello studio, senza dargli alcuna importanza. Dopo una settimana mi arriva una mazzo di rose rosse e in mezzo una rosa bianca, con un biglietto:

“Ti aspetto in piazza Navona, ore 21:30, ti stravolgerò la vita. Non è quello che mi hai chiesto, Barbara?”

Per la prima volta iniziavo a pensare che stavolta non era uno scherzo e che c’era qualcuno che veramente aveva aspirazioni sul mio conto, ma chi poteva essere?! Passo il resto della giornata a scorrere sul mio telefono tutti i possibili ex fidanzati che avevo avuto negli ultimi anni, ma non riuscivo a capire da chi potesse provenire quel particolare invito.

Incuriosita dal mistero di una serata organizza solo per me, inizio a fantasticare su cosa indossare quella sera e cosa mi sarei dovuta aspettare da un invito così insolito ed affascinante.

Doveva essere una persona che mi conosceva bene, da sapere che una serata di quel tipo avrebbe fatto presa su di me.
Il giorno prima dell’atteso evento, mi arriva un pacchetto in studio, sempre rosso. Lo apro e trovo una benda nera con biglietto annesso:

“Ti verrà a prendere una berlina nera, indossa questa benda appena entrerai in macchina e non levarla finché non avrai capito a che “gioco” voglio giocare con te!”

A quel punto iniziavo a prendere coscienza che la serata sarebbe stata bollente e si accendeva in me un gran desiderio.

Arriva il fatidico giorno

Arriva il fatidico giorno 20 e, come scritto nella prima lettera rossa, mi faccio trovare in Piazza Navona con un abito nero lungo, con una scollatura profonda sulla schiena, dei sandali con tacco a spillo ed un decolté che lasciava poco spazio alla fantasia.

Puntuale alle 21:30 arriva la berlina nera, con un’autista che molto gentilmente si avvicina e mi chiede:

“Barbara?” ed io “Si”. “Prego, si accomodi” aprendomi lo sportello.

Entro in macchina, interni in pelle nera, musica di sottofondo e, come richiesto nell’ultimo messaggio ricevuto, indosso la benda nera.

Il tragitto è molto lungo, mi sembrava di essere rimasta seduta in auto per quasi un’ora, quindi inizio a pensare che il luogo doveva trovarsi fuori Roma. Una volta arrivata sento l’autista che mi apre lo sportello e mi dice:

“Signora, mi dia la mano che la guido io verso interno della villa”.

Un po’ preoccupata mi lascio condurre in questo luogo ignoto. Nell’aria sento odore di incenso al gelsomino e dal rumore dei tacchi percepisco che i pavimenti dovevano essere in marmo.

Mi conduce in una stanza, mi fa adagiare su un divano e mi ordina:

”Sia gentile, non si tolga la benda per il momento. Presto arriverà Sandra che le spiegherà tutto”.

Trascorrono dieci minuti, durante i quali vengo assalita da mille dubbi. Tutt’a un tratto sento provenire dal corridoio il rumore di passi decisi, incalzanti. Poi finalmente odo una voce femminile, che mi tranquillizza seduta stante e, prendendomi la mano, mi rassicura:

”Buona sera Barbara, questa sera è stata organizzata per lei da una persona molto speciale, un uomo che è rimasto colpito da lei e che dopo tutti questi anni, non l’ha mai dimenticata. Una persona che sa del suo passato e della sua voglia di trasgredire e che stasera la metterà alla prova per sapere se lei è la sua donna, quella per tutta la vita”.

Tutto quello che diceva aveva dell’inverosimile e soprattutto cosa avrei dovuto fare? E chi era questa persona? Pensavo a mille cose, ma rimanevo in silenzio sentendo le regole del gioco e quello che avrei dovuto fare.

“Se decide di non voler più proseguire ha una safeword “riposo” (una parola di sicurezza) che potrà utilizzare in ogni momento e se lo farà verrà riportata a casa, e la serata si chiuderà senza conseguenze”.
“Si, ho capito.”

La donna mi prende per mano e mi fa alzare dal divano, mi conduce al centro della stanza e sento che non siamo più sole. Percepisco la presenza di un gruppo di persone, dai rumori delle sedie e da un parlottare a bassa voce tra gli astanti.
Mi sfila il vestito di dosso e mi avvicina alla prima sedia.

Il gioco comincia a farsi bollente

Mi ritrovo nuda, con solo addosso il perizoma, davanti a qualcuno non ben definito. Sento delle mani che mi toccano e una bocca che inizia a leccarmi i capezzoli.

Non posso toccare né baciare: l’unica cosa permessa è infilarmi il suo membro e decidere se lasciarmi scopare o passare al successivo.

Non avevo idea di quanti uomini ci fossero nella stanza e non sapevo se avrei deciso di continuare o meno questo gioco.

Comincio col primo, provo a sedermi sopra il suo arnese, ma non riuscivo a sentirlo; troppo piccolo per la mia eccitazione di quella sera. Passo al successivo e se la sua bocca riusciva a darmi un piacere infinito, anche se durante la penetrazione non riusciva a sbattermi come avrei voluto; e cosi passo da un cazzo ad un altro, sempre più bagnata perché ognuno degli uomini con cui stavo mi faceva ricordare qualcosa del mio passato.

Come se già li avessi assaggiati, le loro mani, i loro baci sul mio corpo mi sembravano familiari, sicuri di chi mi conosceva e sapeva i tasti giusti da toccare per farmi arrivare all’estasi del piacere.

La serata prosegue e non smetto di passare da un membro ad un altro. Ad un certo punto sento qualcosa di diverso e, come Cenerentola che trova la sua scarpa, finalmente capisco lo scopo di tutta la serata: trovare quell’uomo che dopo anni sarebbe stato in grado di farmi godere come la prima volta, di farmi sentire ancora la sua TROIA e la sua donna di sempre.

Inizio a muovermi sopra di lui, i miei umori scorrono senza fine e senza rendermene conto sto scopando con uno sconosciuto, bendata. Mi afferra dai capelli e mi trascina a sé, mi bacia con passione e mi fa sentire la sua voglia di possedermi. Mi leva la benda e rimango sorpresa di trovare quell’uomo, che avevo lasciato, felicemente sposato con la famiglia dei suoi sogni.

Non proferisco parola, mi chino su di lui e mi infilo il suo bastone in bocca, con attenzione e cura lo assaggio e ne catturo ogni centimetro dentro, mentre le mie mani giocano con le sue palle, le sue mani si infilano dentro di me. Le sue dita passano dalla mia alla sua bocca e senza rendermene conto mi vedo circondata da tutti gli uomini con cui ero stata prima.

Li riconosco tutti, tutti gli uomini con cui ero andata a letto negli ultimi 3 anni e che erano lì per darmi un ultimo saluto.

Mentre continuo a far godere con la bocca il mio uomo, si mettono a cerchio attorno a noi e mi inondano della loro crema un’ultima volta; ero tutta cosparsa del piacere di ognuno di loro, in faccia, sul corpo, ogni parte di me era fatta da loro, ma solo uno sarebbe venuto nella mia bocca, da cui avrei ingoiato il nettare della lussuria di una serata indimenticabile… come la nostra nuova vita insieme.


Autrice: BarbyBirba (pseudonimo)

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